Lunedì, 22 Agosto, 2022

Il 'chiaro principe' del mondo

EURO COIN SET PROOF VERSION - YEAR 2022, Ago. 2022

 

The series consists of eight coins with the reverse side bearing the technical characteristics that are the same for all countries participating in the single European currency. The obverse side depicts the coat of arms of Pope Francis, Sovereign of Vatican City State, the inscription “Vatican City” and twelve stars. The series is available in two versions: the first with the 20 euro silver coin and the second with the 50 euro gold coin. The 20 euro silver coin, designed by Chiara Principe, is dedicated to a current theme that is very close to Pope Francis’ heart: treatments to counter the pandemic and the need to be vaccinated. The coin depicts a doctor, a nurse and a young person who is ready to receive the vaccine. The Holy Father has repeatedly stressed the importance of vaccination, recalling that healthcare is “a moral obligation”, and it is important to “continue efforts to immunise even the poorest peoples”. The 50 euro gold coin, designed by Marco Ventura, is dedicated to Our Lady of Mercy: the Virgin Mary is shown standing with her mantle outspread under which a multitude of believers find shelter. Depicted as the protector of humanity from the evils of the world, the Madonna was also called “Our Lady of Help.” The four words that surround the figure of the Virgin Mary - “listening, love, help, welcome” - have distinguished the work of Caritas for more than 50 years

https://www.cfn.va/en/home/2631-20-05-2022-euro-coin-set-proof-version-year-2022.html

Domenica, 10 Luglio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE XIII

Finis gloriae mundi, Juan de Valdés Leal, Lug. 2022

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Finis gloriae mundi, Juan de Valdés Leal, Lug. 2022

 

Finis gloriae mundi, Juan de Valdés Leal

 

Democratico: chi, per superare il trauma infantile della scoperta dell'esistenza dell'Altro, riduce l'Altro ad una copia di sè stesso: 'siamo tutti uguali'. La democrazia è una forma cronica di eterofobia, paura del diverso.
Eguaglianza: quando uno vale uno, quindi zero.

Anziano: colui che in passato si macchiò della colpa di essere giovane.
Plutone: un'impresa galattica di pulizie professionali.

[Dal diario di M. A. S.]

 

Plutone, a quel tempo, stava lasciando l'Acquario e, com'è logico, diversi, fra quelli che l'avevano visto entrare nel segno, erano ormai morti, sebbene non sempre sepolti, anzi, a dire il vero, quasi mai.
Il vescovo di Nur Sultan aveva scoperto (ma la Thunderstorm lo diceva da anni!) che i corpi dei defunti, a parte per il traffico di organi ove possibile, e per la produzione delle razioni alimentari, potevano essere utilizzati anche per fertilizzare la terra. La qual scoperta, considerate le sanzioni commerciali che durante la guerra avevano colpito i fertilizzanti (il mondo allora era ancora diviso formalmente in Stati ma vi era una sorta di tribunale globale, super partes, che imponeva sanzioni a quelli un po' birichini, altrimenti definiti sovrani) e i problemi di siccità su un pianeta la cui superficie è per il 70% coperta di acqua, non era certo cosa da poco.
Il transito precedente di Plutone in Acquario aveva donato all'umanità i vaccini ed i treni, la rivoluzione americana e quella francese, persino la scoperta di Urano! Era stato, insomma, appena un assaggio del giro di ruota successivo.

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Venerdì, 8 Luglio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE XII

Ixchel Moon Goddess, Lug. 2022

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Ixchel Moon Goddess, Lug. 2022

Pedicabo ego vos et irrumabo,
Aureli pathice et cinaede Furi,

qui me ex versiculis meis putastis,
quod sunt molliculi, parum pudicum.
Nam castum esse decet pium poetam
ipsum, versiculos nihil necesse est;
qui tum denique habent salem ac leporem
si sunt molliculi ac parum pudici
et quod pruriat incitare possunt,
non dico pueris sed his pilosis
qui duras nequeunt movere lumbos.
Vos, quod milia multa basiorum
legistis, male me marem putatis?
Pedicabo ego vos et irrumabo.

[Gaius Valerius Catullus]

 

Era passata da poco la mezzanotte, Darya, nuda in riva al lago, raccoglieva dei fiori cresciuti sulla sabbia. Dietro di lei era una foresta.
Ad un certo punto comparve uno sconosciuto, in abiti scuri. Darya, indecisa tra la paura e l'amore, lo invitò infine, con il fiato sospeso, a farle compagnia.
Così anche lo sconosciuto, senza dire una parola, si spogliò. Darya, ridendo mentre correva, si tuffò nell'acqua gelata del lago, gettando in aria i sei graziosissimi fiori che aveva raccolto. La luna nuova rischiarava lievemente la superficie dell'acqua. Lo sconosciuto la seguì.
I due giocarono a lungo nell'acqua, poi Darya corse fuori e si sdraiò sulla battigia. L'uomo la raggiunse e, afferatole delicatamente un piede fra le mani, lavò via la sabbia con l'acqua e cominciò a baciarlo molto lentamente, un dito alla volta.
Darya, sebbene pervasa da una sensazione di piacere, era soprattutto allegra, e rideva. A tratti tornava seria, concentrata, come se tutto il suo corpo si riducesse al dito minolo del suo piede. La sensazione di calore avvolgente, proveniente dalla bocca di quello sconosciuto, contrastava con il freddo del leggero venticello che soffiava sul suo corpo bagnato e dell'acqua sotto la sua schiena.
Poi ecco che di nuovo, con la pelle d'oca, riprendeva a ridere, fragorosamente, finché la voglia di ridere le passò del tutto: l'uomo, mentre con le mani le massaggiava la pianta del piede, iniziò a succhiarle l'alluce.
Il cielo e le stelle osservavano in religioso silenzio, solo la Luna, contagiata forse dal buon umore di Darya, pareva sorridere anch'essa, mentre un'orchestra, appollaiata da qualche parte sui rami degli alberi alle sue spalle, suonava una leggiadra melodia.
Ad un certo punto tutto si confuse. Persino i dodici cavalieri, che senza tregua si combattevano nel cielo da tempo immemore, si accordarono in quel momento per un armistizio.
La spiaggia, il lago, i fiori, il cielo, la foresta, le stelle, lo sconosciuto, Darya e la Luna... era come se fossero diventati una cosa sola e tutto, attorno a Darya, pareva che respirasse allo stesso ritmo di lei, diventata come d'aria.

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Mercoledì, 6 Luglio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE XI

Caduceo, Lug. 2022

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Caduceo, Lug. 2022

 

Il caduceo, o le nozze di Shiva e Shakti

 

Un uomo che, semi-illetterato, ha vivo il sentimento di onore e di fedeltà, per noi vale di più di un accademico laureato narcisista pronto ad ogni cortigianeria pur di farsi avanti o di uno scienziato vigliacco: e, più in alto di tutto, stanno per noi i valori eroici ed ascetici, unici a giustificare la vita con qualcosa, che è più che vita. [Julius Evola]

 

"In questo Spettacolo Divino, in cui gli eroi ballano fra di loro ricreando il dramma dell'incompletezza in cerca di appagamento, il Tantra insegna ad intrecciare il principio maschile con quello femminile affinché, questi vibrando all'unisono, avvenga una reintegrazione nell'Unità cosmica. Shakti, sotto le sembianze di un serpente che dorme alla base della colonna vertebrale, nella zona di un osso che per questo è detto Sacro, deve svegliarsi e intraprendere un difficile viaggio fino alla cima della spina dorsale allo scopo di congiungersi con il suo sposo, Shiva, per vivere eternamente in uno stato di beatitudine." - era ormai la tarda sera del secondo giorno e, dopo aver terminato la parte pratica del corso per la giornata, Katanna voleva spendere ancora qualche parola con i suoi.

L'aria era elettrica ed uno sconosciuto che per sbaglio fosse entrato in quel momento nello scantinato avrebbe potuto legittimamente farsi l'opinione di essere finito nella versione sovrappopolata del Giardino dell'Eden. Il gruppo aveva nuovamente formato un cerchio, questa volta stando in piedi, e tutti, nudi, si tenevano per mano.

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Lunedì, 4 Luglio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE X

San Giorgio e il drago, Gustave Moreau, Lug. 2022

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San Giorgio e il drago, Gustave Moreau, Lug. 2022

 

San Giorgio e il drago, Gustave Moreau

 

Chi non sa celare non sa amare [Andreas Capellanus]

 

Yakov prese fiato qualche secondo, poi cominciò a rispondere alla domanda di M. A. S.
"Voi mi chiedete cosa c'entrano delle donne vergini con il Graal. Vi confesserò ciò che penso in tutta franchezza, il frutto delle mie ricerche e delle mie esperienze, qualcosa che mai mi sognerei di sostenere in pubblico e di cui però sono fermamente convinto. La prenderò larga, certo che non comunicherete ciò che vi dico ai vili, agli indiscreti e alle persone volgari. Faccio solo altre due premesse.
Per via delle corrispondenze e delle analogie, delle letture che si possono fare a vari livelli dei diversi simboli, ciò che andrò a dire non esclude in alcun modo l'esistenza fisica di un Santo Graal, della Pietra degli Ermetisti, concettualmente affine a questo, o altre eventuali interpretazioni simboliche, se ben documentate.
Questa è la prima premessa. La seconda è che io, come San Giorgio, combattei il Drago, ma senza poterlo vincere definitivamente. Fui ferito, e la mia ferita sanguina ancora oggi, inasprendosi sotto il segno di Saturno, per cui non sono nella posizione più favorevole per parlare di quanto segue, anzi, diciamo pure tranquillamente, così non rischiate di perdere tempo dietro a fantasmi, che non ne ho alcun diritto.
Cercate di capire: presso i babilonesi Tiāmat era la Madre del Cosmo, la dea delle acque... salate. Spesso veniva raffigurata come un drago. È vincendola, sconfiggendo il Drago che viene dal mare, che Bēl, il re degli dèi, fu generato a partire dal caos primordiale.
Sotto il suo regno furono creati gli uomini, con lo scopo di sopportare il peso della vita, affinché gli dei potessero spassarsela - ma questa è un'altra storia, non divagherò.
Rosso: mi fa venire in mente il sangue. Bianco: penso a qualcosa di candido. Una croce rossa su sfondo bianco: vedo una linea orizzontale intersecarsi ad una verticale, del sangue macchiare qualcosa di candido. Bernardo di Chiaravalle: il Cavaliere della Vergine. L'Oro e l'Argento.
Vi faccio notare che l'eroe entra nel castello del Graal il Vener-dì Santo, che Rebis significa 'cosa doppia'. Il Templio, lo dice oltre a Katanna - certamente vi ricorderete di lei - anche Gesù Cristo (generato da una Vergine), è il corpo umano.

 

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

 

Il fiore, la rosa celeste, ove sono contenuti Cielo e Terra in poco spazio, secondo, ed è indifferente, un inno riferito alla Vergine Maria oppure al Tao Te Ching.
I Figli della Vedova hanno una Madre che non ha più un uomo; come vedete non un motivo originale, o meglio perfettamente originale."

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Sabato, 2 Luglio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE NONA

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3c20fd793552a04e7e860542eeba46a1.jpg, Lug. 2022

 

La più grande preoccupazione della teologia moderna è il ruolo del cristiano nel mondo. Preoccupazione singolare, visto che il cristianesimo insegna che il cristiano non ha alcun ruolo nel mondo. [Nicolás Gómez Dávila]

 

"Chi devo annunciare?" - chiese la domestica di M. A. S. a Yakov, che con Luka si era recato urgentemente, dopo l'incontro con l'orologiaio, dal camerata.
"Levaev".
"Entrate, aspettate qui nell'anticamera, per favore. Torno subito." - la domestica sorrise a Luka e poi con passo svelto si recò nello studio di M. A.
"Signor S., c'è un certo Levaev che chiede di essere ricevuto. Dice che è molto urgente."
Yakov non si era mai presentato a casa di M. A.; anche per ragioni di sicurezza i due cercavano di frequentarsi il meno possibile. A M. A. era risultato subito chiaro che doveva trattarsi di una faccenda importante, anche prima che la domestica lo specificasse.
Alzò lo sguardo verso l'icona di San Giorgio, raffigurato a cavallo nell'atto di uccidere il drago, come cercando di capire dall'espressione del Santo se fosse arrivata la fine. Ma Quello, impassibile, taceva, nella posa di sempre.
"Accompagnatelo qui nello studio, per favore."

Yakov e Luka si fermarono sulla soglia della porta. Yakov, notando l'icona appesa alla parete, in quello che risultava essere il lato est della casa, si fece per due volte un segno della croce. Si inchinò leggermente e di nuovo si fece un segno della croce.
Vi era anche un'icona della Theotokos (sarebbe bastata l'altra a finire in guai seri, in caso di denuncia).
Il culto per la Vergine si diffuse in Russia in seguito al battesimo di re San Vladimir I di Kiev e fu bandito ufficialmente, per la seconda volta, solo con la messa in scena della resurrezione di Lenin il quale, miserabile, credeva che il 'rosso' del krasnyj ugol si riferisse davvero al rosso del suo partito politico.
Quest'altra icona, tuttavia, non attirò l'attenzione di Yakov, che pure doveva averla vista.

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Giovedì, 30 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE OTTAVA

Mother_of_the_World.jpg, Giu. 2022

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Mother_of_the_World.jpg, Giu. 2022

La Madre del Mondo, Nicholas Roerich

 

When women become difficult of control, heartless and quarrelsome, and calumniators of their husbands, then know that the Kali Age has become strong. When men become subject to women and slaves of lust, oppressors of their friends and Gurus, then know that the Kali Age has become strong. When the fertility of the earth has gone and yields a poor harvest, when the clouds yield scanty rain, and trees give meagre fruit, then know that the Kali Age has become strong. When brothers, kinsmen, and companions, prompted by the desire for some trifle, will strike one another, then know that the Kali Age has become strong. When the open partaking of flesh and liquor will pass without condemnation and punishment, when secret drinking will prevail, then know that the Kali Age has become strong.

[Mahanirvana Tantra]

 

"Ancora voi, Yakov Abramovich! Come è piccola l'oblast di Dnepropetrovsk!"
I genitori di Yakov vivevano in un paesino non troppo distante da Dnepropetrovsk, in direzione est. Yakov e Luka erano usciti a fare una passeggiata e si erano trovati di fronte il misterioso orologiaio a cui si era rivolto Yakov nel tentativo di trovare un modo per ripagare il suo debito con Sasha, il cosacco amico del padre di Misha.
Yakov, nel riconoscerlo, sbiancò in viso. Per quanto ne sapeva, non si allontanava mai più di cento metri dal suo negozio in città.
"Yakov, il soppiantatore! Colui che lotta contro l'angelo e gli impone di benedirlo! Non ti chiamerai più Yakov, ma Israel, perché hai lottato contro Elohim e contro gli uomini, ed hai vinto! Ah-ah!"
"È una partita ancora lunga, perciò al momento potete continuare a chiamarmi Yakov... Cosa ci fate da queste parti?"
"La partita è lunga e vi confesso di aver l'impressione che non la stiate nemmeno vincendo. Cosa ci faccio qui? Facevo due passi, proprio come voi. Il vostro Misha è morto."

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Lunedì, 27 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE SETTIMA

Europa e il Toro, Gustave Moreau, 1869, Giu. 2022

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Europa e il Toro, Gustave Moreau, 1869, Giu. 2022

Europa e il Toro, Gustave Moreau, 1869

 

Moltissimi dovettero sperimentare l'amarezza di morire per una causa persa, quando si vede la morte avvicinarsi da lontano ma inesorabile. Allora doveva considerarsi fortunato chi nell'avversario riconosceva il proprio nemico e poteva cadere senza nutrire in petto alcun dubbio. Molti però, e proprio i migliori, i più valorosi e i più acuti, si videro abbandonati all'annientamento senza soggiacere al fascino delle bandiere e delle insegne militari, mentre per essi il destino era di sacrificare la vita avvinti da quella malia. [La semina, Ernst Jünger]

 

“Il gioco consiste in questo.” - iniziò a spiegare Yakov.
“C’è una scacchiera, dove si svolge l'azione, proprio come nella dama o negli scacchi, ma è immaginaria. Sia io che te disponiamo di vari pezzi: cavalieri, maghi, poeti, quello che vuoi, tanto sono immaginari anche loro.
Ognuno di noi due ha un castello dove vive una principessa. Scopo del gioco è fare uscire la principessa dal castello avversario, con qualsiasi mezzo. Tutto chiaro?”
“Iniziamo!” - disse Luka entusiasta. Era preso dalla fretta che spesso hanno i bambini di cominciare a giocare, anche se non hanno ben chiare tutte le regole, o le loro conseguenze; la stessa fretta che si ritrova negli adulti, a volte, ad esempio nell’atto di firmare un contratto in banca.
“A te la prima mossa!”
“Mando dieci cavalieri… anzi dodici, non si sa mai… nel tuo castello, a liberare la principessa!”
“Intendi dire rapirla? Lei è nel mio castello per sua volontà.”
Luka tentennò un attimo, poi decise: “Il mio castello è più bello, si troverà meglio.”
“Caro mio, con queste premesse, ci trascinerai in guerra! Uno dei miei maghi sposta il castello con la principessa in un luogo segreto.”
Luka fu spiazzato da questa mossa. Gli era sembrato quasi di esagerare, aggiungendo due cavalieri immaginari ai dieci che voleva inizialmente inviare in missione, ma cominciava a rendersi conto che il gioco era molto più vasto, e non era mai questione di quantità.
Riflettè e poi disse: “Invio degli uccellini alla ricerca del castello.”
“Va bene. Io invio un venditore di gelati dalla tua principessa!”
“Che gelati? A lei non piacciono i gelati!”
“Ma non è detto che lui voglia venderglieli!” - ripiegò Yakov.
“Beh, fai quello che vuoi! Io mando i miei cavalieri dalla tua principessa, gli uccellini mi hanno detto dove è nascosta!
“I miei maghi creano un oceano tra i tuoi cavalieri e il mio castello.”
“Ma i miei cavalieri possono volare!”
“E allora genero un vento fortissimo che li fa ritornare al tuo castello.”
“Possono nuotare e respirare sott’acqua con i loro cavalli!”
“In questo caso materializzo un muro sottomarino che li blocca.”
“Possono passare attraverso i muri.”
“Il mio gelataio, sotto il tuo castello, si trasforma in principe e, suonando una serenata e cantando perfettamente intonato, chiede la mano della principessa!” - esultò Yakov, fingendo di credere, con questa mossa, di aver la vittoria in tasca; Luka, concentrato nell'immaginarsi i cavalieri che, nuotando sott'acqua, attraversavano il muro fino a raggiungere la terraferma, si era già scordato del gelataio e si confuse per il tono vittorioso di Yakov.
“Lei non vuole uscire dal castello!”
“Neanche per il mio principe?”
“Soprattutto per lui!” - rispose Luka.
“Allora creo una cupola magica dove rinchiudo tutta la scacchiera a partire dai tuoi cavalieri fino al tuo castello, i miei pezzi possono entrare ed uscire liberamente ma i tuoi no, sono bloccati dall’incantesimo!”
“I miei inventori trovano un modo per andare oltre la cupola.”
“Quale?” - chiese incuriosito Yakov.
Luka ci penso un po' su e poi disse: “Scavano un passaggio sottoterra, dove la barriera magica non arriva!”
“Complimenti, ottima mossa!" - effettivamente non aveva specificato che la barriera si estendesse sottoterra, e nemmeno l'aveva immaginato.

Come si intuisce, questo era un genere di gioco che poteva durare molto a lungo e in cui la bella principessa faceva in tempo a diventare vecchia e ritornare giovane un numero imprecisato di volte. Man mano che la durata del gioco aumentava, poteva diventare veramente difficile ricordarsi dove erano posizionati i pezzi e gli ostacoli, a volte ci si dimenticava persino della principessa.

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Venerdì, 17 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE SESTA

Granduchessa Olga Nikolaevna Romanova di Russia, 1910, Giu. 2022

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Granduchessa Olga Nikolaevna Romanova di Russia, 1910, Giu. 2022

Granduchessa Olga Nikolaevna Romanova di Russia, 1910

 

Papà chiede a tutti [...] che non cerchino di vendicarlo [...] poiché il male che adesso domina nel mondo diventerà ancora più grande. Il male, infatti, non può sconfiggere il male, ma solo l'amore può farlo. [Santa Olga Nikolaevna Romanova]

 

M. A. S. apparteneva ad un’antica famiglia della nobiltà russa, sopravvissuta in maniera rocambolesca ad entrambe le rivoluzioni bolsceviche, la quale affermava di discendere nientemeno che dalla dinastia varega dei Rjurikidi ed ebbe inizio nell’anno 862 dell’Era Cristiana con il leggendario principe di Velikij Novgorod: Rjurik. Invito il lettore a prendere questa informazione con beneficio di inventario, in quanto personalmente non sono stato in grado di verificarla.
Di certo era persona enormemente influente, anche se dopo la messa in scena della resurrezione di Vladimir Ilich Ulyanov, più conosciuto con lo pseudonimo di Lenin, aveva dovuto tenere un basso profilo.
La ‘resurrezione’ di Lenin, che dal suo mausoleo sulla Piazza Rossa, a Mosca, sarebbe uscito, alzandosi dalla sua tomba, ad un comando del vescovo di Nur Sultan, fu in realtà una sceneggiata organizzata dal rabbino Z., il quale disponeva allora di tecnologie abbastanza avanzate e sufficientemente sconosciute al grande pubblico per potersi lanciare in un’impresa del genere, con la complicità di tutti i mezzi di informazione e delle principali personalità politiche e del mondo dello spettacolo, che poi erano spesso la stessa cosa.

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Martedì, 14 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE QUINTA

Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo, Giu. 2022

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Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo, Giu. 2022

 

Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo

 

...Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi / e nuove astronavi per viaggi interstellari… [Franco Battiato & Alice, Eurovision 1984]

 

“Yakov!” – Una voce né maschile né femminile lo svegliò, chiamandolo per nome. Yakov si guardò intorno ma, oltre a Darya, che dormiva, non c’era nessuno. Non era la prima volta che veniva svegliato a quel modo.
I lunghi capelli neri coprivano parzialmente il volto di Darya, girata su un fianco, per sparpagliarsi infine sul cuscino. Nel sonno si era leggermente scoperta, lasciando in bella vista la sua bianchissima schiena.

“Per fortuna, niente tatuaggi.” – pensò Yakov fra sé. Confidava nel fatto che Katanna le avrebbe fatto capire la necessità di tagliare dalla sua vita alcune cose che la tiravano verso il basso, imprigionandola. Riconosceva, da sempre del resto, che c’era del potenziale inespresso nella giovane donna. Non era completamente succube dell’Incantesimo, eppure non si situava nemmeno tra coloro che Yakov definiva ‘i vivi’, di cui, poi, esisteva tutta una gerarchia. La abbracciò, ma solo col pensiero, si fece un segno, e se ne andò, cercando di non far rumore. Non era passata più di un’ora e mezza da quando si era addormentato.
All’ingresso incontrò Luka, per niente stupito di vedere un uomo uscire dalla camera di Darya quanto piuttosto perplesso dal fatto che quest’uomo fosse Yakov.
“Luka!” – gli sorrise quest’ultimo. “Che piacere vederti!”.
Si sentì in dovere di fornire alcune spiegazioni, così raccontò brevemente cosa gli era accaduto e i dubbi di Luka si dissolsero.
“Penso che ci vedremo presto, ho inventato un nuovo gioco, ora però devo scappare. Tua madre dorme. Dille, per favore, quando si sveglia, che sono dovuto uscire perché ho un appuntamento.”

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Giovedì, 9 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE QUARTA

Santa Filomena di Roma, Giu. 2022

Per leggere i capitoli precedenti, clicca qui sotto.

Parte prima: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/01/06/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE

Parte seconda: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/05/22/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE%2C-PARTE-SECONDA

Parte terza: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/06/04/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE%2C-PARTE-TERZA

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Santa Filomena di Roma, Giu. 2022

 

Santa Filomena di Roma, soldato di Cristo

 

In essa c'è uno spirito intelligente, santo,
unico, molteplice, sottile,

mobile, penetrante, senza macchia,
terso, inoffensivo, amante del bene, acuto,
libero, benefico, amico dell'uomo,
stabile, sicuro, senz'affanni,
onnipotente, onniveggente
e che pervade tutti gli spiriti
intelligenti, puri, sottilissimi.
La sapienza è il più agile di tutti i moti;
per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.
È un'emanazione della potenza di Dio,
un effluvio genuino della gloria dell'Onnipotente,
per questo nulla di contaminato in essa s'infiltra.
È un riflesso della luce perenne,
uno specchio senza macchia dell'attività di Dio
e un'immagine della sua bontà.
Sebbene unica, essa può tutto;
pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova
e attraverso le età entrando nelle anime sante,
forma amici di Dio e profeti.
Nulla infatti Dio ama se non chi vive con la sapienza.
Essa in realtà è più bella del sole
e supera ogni costellazione di astri;
paragonata alla luce, risulta superiore;
a questa, infatti, succede la notte,
ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere.

[Sapienza 7, 22-30]

 

Quando, rientrando a casa la sera, Yakov aveva scoperto che il suo appartamento era stato messo a soqquadro, aveva subito deciso che avrebbe passato la notte altrove; sentiva il bisogno di fare ordine tra le sue idee, non tra ciò che rimaneva dei suoi averi.

Si recò da Darya, una ragazza che conosceva in quanto spesso aveva fatto da accompagniatrice ad un politico con cui Yakov era stato in stretto contatto.
Darya aveva poco meno di vent’anni, ed era forse più giovane che realmente bella, ad ogni modo aveva una voce soave, una certa cultura ed un suo fascino, la sua compagnia risultava piacevole e con Yakov si erano stabiliti dei rapporti, se non di amicizia, certamente molto cordiali.

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Sabato, 4 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE TERZA

Signs of Christ, Nicholas Roerich, Giu. 2022

Per leggere i capitoli precedenti, clicca qui sotto.

Parte prima: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/01/06/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE

Parte seconda: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/05/22/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE%2C-PARTE-SECONDA

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Signs of Christ, Nicholas Roerich, Giu. 2022


Signs of Christ, Nicholas Roerich
 

Vi era, a quel tempo, nell'amministrazione della nuova Dnepropetrovsk, un ebreo di nome Yakov Abramovich Levaev. Di cosa precisamente si occupasse, e chi l'avesse messo lì, nessuno avrebbe potuto dirlo, ma tutti erano concordi nell'affermare che era una persona estremamente influente; molti gli dovevano soldi o favori, e altrettanti non avrebbero esitato, potendo, a chiedergli aiuto in caso di necessità.
Uomo sulla quarantina, Yakov era di bell'aspetto, alto e dallo sguardo fiero; molto riservato riguardo la sua vita privata, sembrava non avesse mai subito - dalle informazioni in mio possesso - l'attrazione, che spesso risulta vertiginosa e a volte fatale, verso i piaceri terreni.
Un mattino, di buon'ora, con l'andatura e il distacco dell'asceta che cammina in un mondo di rovine, si aggirava tranquillo per i corridoi dell'edificio governativo quando vide qualcosa che lo pietrificò.

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Domenica, 22 Maggio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE SECONDA

Sofia, May 2022

Per leggere la prima parte, clicca qui: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/01/06/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/ilfuocodellavergineparteseconda.pdf

Sofia, May 2022

Sofia, sollevandosi con leggiadria dai binari e attraversando il treno, si librò in volo, verso il Sole. Guardò in basso un'ultima volta, in direzione di Misha o, come lei lo chiamava a volte, Mikael. Poi, quando ormai il suo amato non fu più distinguibile, alzò lo sguardo. Una luce accecante si faceva sempre più intensa e totale. Improvvisamente apparvero dei mostri e dei demoni ma Sofia ordinò loro: "Lasciatemi".
E questi scomparvero.
Apparvero allora angeli e dèi ma Sofia rise di loro, di un riso soave, e anch'essi si dissolsero.
Rimase sola con la luce, c'era solo la luce e una sensazione di piacere così intenso che mai un corpo in carne ed ossa avrebbe potuto reggere. Sofia rimase per un attimo come stordita, ma subito si riprese.
"La luce non è altro da me" - si disse. Allora anche la luce si spense e Sofia - per quanto ne so - fu libera.

Misha, al contrario, era appena stato fatto prigioniero. Quando Sofia si era buttata sotto il treno in corsa, Misha era ormai lontano e non si accorse o non volle accorgersi di quanto accadeva.
Camminava, o meglio veniva trascinato, guardandosi le scarpe sporche del suo vomito, con neri pensieri. Ad un certo punto alzò lo sguardo verso il cielo e trasalì. Per un istante gli parve di vedere il volto di Sofia comparire fra le nuvole e intuendo cosa ciò significasse si gettò ancora di più nello sconforto. "No... no, no, no" - mormorava fra sé. "Dev'essere uno scherzo."

Limitati nella propria natura, ma con un’infinita capacità di desiderare, gli esseri umani spesso faticano a prendere sul serio la propria condizione, che non sentono affatto ‘propria’.

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Sabato, 26 Febbraio, 2022

MEMENTO AUDERE SEMPER

Memento audere semper

Memento audere semper

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Giovedì, 6 Gennaio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE

La Madre del Mondo, Jan 2022

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/ilfuocodellavergine.pdf

La Madre del Mondo, Jan 2022

La Madre del Mondo

“...poiché in questa rosa erano contenuti Cielo e Terra in poco spazio” [Inno natalizio inglese del secolo XV, anonimo, riferito alla Vergine Maria]

“Un giorno mi dicesti che nei miei occhi avevi visto l’abisso, tutta la storia passata e futura del mondo, ricordi?” - chiese Sofia, guardando fuori dal finestrino del treno. “Sono forse la stessa cosa, l’abisso e la storia del mondo?” - aggiunse voltandosi e sistemando i bei capelli.
Quell’attimo era situato in un frammento di eternità a cui Misha accedeva agilmente con la sua memoria, e questa ogni volta gli restituiva la stessa vivida immagine, niente affatto sbiadita dal tempo, nitida e luminosa come se si trattasse del momento presente. Senza esitare, rispose: “Non saprei dire con precisione cosa sia l’abisso e in che relazione stia con la storia del mondo. Ma allora, per descrivere quello che vedevo, mi uscirono di bocca queste parole. Io… fu come se in un istante mi passassero davanti tutti gli effetti di tutte le cause secondarie che a loro volta derivavano da un’unica causa originaria… gli effetti generandosi ne chiamavano altri meccanicamente e io vidi allora l’effetto di tutti gli effetti, la Fine, per così dire, e l’Inizio. E li vidi ‘contemporaneamente’ se posso esprimermi in questa maniera imprecisa; non c’era il Tempo, infatti, in quella dimensione.
Ho detto che gli effetti ne generavano altri meccanicamente ma ciò non rappresentava, nella visione, un destino ineluttabile. Era sempre possibile che la volontà intervenisse, sciogliesse le cause, risalendo fino alla fonte, facendo dissolvere così gli effetti. In questo modo vidi non solo Passato e Futuro, ma ogni Passato e ogni Futuro possibile.”
Quelle belle parole scaldavano il cuore di Sofia e anzi si poteva dire che proprio immaginadosele prima di poterle ascoltare avesse formulato la domanda al suo amante.
Lei era stata, in fondo, la causa scatenante di quello stato dell’essere; così diceva a sé stessa. E anche Misha, che non raccontava nient’altro che la verità, provava un enorme piacere sapendo che per Sofia le parole che pronunciava erano motivo di gioia.
Così Misha, conoscendo, amava ed a quel modo Sofia, svelandosi, era amata.

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Martedì, 6 Luglio, 2021

STOLA DEI

Argument over a Card Game, Jan Steen, Jul 2021

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/stoladei.pdf

Argument over a Card Game, Jan Steen, Jul 2021


Argument over a Card Game, Jan Steen

Dopo aver screditato la virtù, questo secolo è riuscito a screditare anche i vizi. [N. G. Dávila]

Nel sogno il fiume scorreva senza avere apparentemente una fonte e senza sfociare mai in nulla, l’acqua era torbida, uomini e donne trascinati dalla corrente si abbandonavano alle passioni e ai vizi e questa sembrava l’unica “attività”, per così dire, nel fiume e oltre al fiume nel sogno non c’era nient’altro. Io mi trovavo lì come di passaggio, anche se non potrei dire di passaggio verso dove, visto che un altro posto dove andare apparentemente non c’era.
Improvvisamente mi svegliai, resomi conto di star sognando, o meglio credetti di farlo, giacché invece saltai da un sogno ad un altro.

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Sabato, 8 Maggio, 2021

CRISTO È RISORTO!

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/cristoerisorto.pdf

Russian Easter, Nicholas Roerich

Russian Easter, Nicholas Roerich

"Khristos voskres!" - Urlava il batjuska Nikolaj, e la folla, riunita clandestinamente nella chiesa di Caterina e nel cortile a festeggiare la Pasqua in quella stellata e fredda notte primaverile, rispondeva a gran voce: "Voistinu voskres!".
"Cristo è risorto!" - urlava nuovamente, e ancora la gente ripeteva: "È veramente risorto!".
"Cristo è risorto!" - disse per la terza volta e per la terza volta, in risposta, grida vibranti e gioiose tagliavano l'aria, come spade: "È veramente risorto!". Ed era appunto una spada, mi sembrava di ricordare, che Cristo era venuto a portare: aria.
E veramente l'atmosfera era carica di gioia. Mi immaginavo le parole espandersi come vibrazioni nell'infinito e per l'eternità, in un modo analogo alle onde del mare, quando notai per la prima volta una rappresentazione di Gesù, dove la posizione delle braccia stilizzava, con le spalle, una saetta. Il braccio destro alzato, la mano sembrava rubare qualcosa dal cielo, quello sinistro abbassato, l'indice della mano indicante la direzione: terra. Ma cosa significasse, quale arcano si celasse dietro quell'imago, non riuscivo ad afferrarlo pienamente.

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Giovedì, 29 Aprile, 2021

LO SBOCCIARE DEL FIORE D’ORO

Pubblicato originariamente all'indirizzo http://alcesteilblog.blogspot.com/2021/04/lo-sbocciare-del-fiore-doro-racconto.html, domenica 11 aprile 2021

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/losbocciaredelfioredoro.pdf

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

“Usciamo a guardare le stelle” – disse Vera, alzandosi dal pavimento e lasciando cadere il rettangolo di stoffa di cotone che solo copriva le sue nudità. Si era stancata di parlare o forse non c’era nient’altro che si potesse o valesse la pena dire.
Per un istante mi ritrovai faccia a faccia con il suo sesso e mentre si allontanava ebbi l’impressione che il suo profumo mi avvolgesse. Seduto, come stordito, respiravo a pieni polmoni, in uno stato di assoluta beatitudine. Fu solo dopo quelli che mi parsero un paio di minuti che, ripresomi, mi alzai e, anche io nudo, la raggiunsi.
Il cielo di Fernando de Noronha, quella sera, era il più bel cielo che avessi mai visto. Mi immaginavo l’oceano sommergere l’isola ed io ad annegare, tranquillo, con l’immagine di quel cielo stampata in testa per l’eternità.
Non avevo mai visto Vera nuda prima di quel momento e ora tanta improvvisa disinvoltura mi aveva colto completamente alla sprovvista.
Passeggiammo a lungo, in silenzio, sulla battigia, poi ad un tratto ella mi disse qualcosa a proposito del comunicare con gli spiriti. “Parlerò solo con Dio” – le risposi scherzando, mentre incantato ammiravo la perfezione delle sue curve, su cui ancora, fino a poco prima, non avevo osato posare lo sguardo, mentre un brivido, chissà perché, mi attraversava in quel momento da parte a parte. Un brivido di terrore.
“Dio non parla, Dio è solo Amore. Se parlasse si avrebbe un dialogo, cioè uno scambio, un dare e avere, ma Dio è come il Sole. Per la luce e il calore che dà non chiede nulla in cambio.”
Teneva, mentre sussurrava queste parole con un filo di voce, gli occhi fissi nei miei, così io ad un certo punto non seppi più dove finisse lei e cominciassi io, nonostante alcuni invalicabili centimetri separassero i nostri corpi mortali. Seguì una lunga pausa.

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Mercoledì, 28 Aprile, 2021

LA CITTÀ DALLE NOVE PORTE

Pubblicato originariamente all'indirizzo http://alcesteilblog.blogspot.com/2020/06/la-citta-dalle-nove-porte-nachtigall.html, lunedì 1 giugno 2020

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/lacittadallenoveporte.pdf

Krishna (Spring in Kulu), Nicholas Roerich

Krishna (Spring in Kulu), Nicholas Roerich

 

BAIKAL


“Il mozzicone di candela, che si spegneva a poco a poco nel candeliere contorto, illuminava debolmente quella misera stanza, nella quale l'assassino e la prostituta, per una strana combinazione, s'erano uniti nella lettura del libro eterno.” [F. M. Dostojevskij]


Ovunque si volga lo sguardo è deserto di ghiaccio e neve, lo stesso sole, pure bellissimo in cielo, pare da giorni sorgere di controvoglia, con una comprensibile fretta di dileguarsi dietro l'orizzonte.
L'elettricità, sull'isola dove mi trovo, non è comparsa che con il nuovo millennio, suggello di fuoco a conclusione definitiva di un'epoca.
Nei pochi villaggi, gli alberghi costruiti dai cinesi risaltano come note stonate in una composizione altrimenti divina.
In questa terra di confine ancora regnano forze primordiali oscure e l'uomo si inchina alla di loro superiorità. Ma il limite che questa terra segna è nel tempo più che nello spazio: da una parte vi è il passato, dall'altra, oltre, l'oblio. Intorno a me è la stessa pace che si deve provare in fondo all'oceano.
Una folata di vento gelido mi scuote dai miei pensieri: presto farà notte. Ne va una buona oretta per tornare al villaggio. Mi metto in cammino, di ottimo umore.
Vedendomi arrivare, L. esce dalla banja e mi si fa incontro. Un brivido mi percorre la schiena, d'eccitazione e di freddo.
« Priviet. »
Slacciandomi il colbacco e abbassandomi la sciarpa, avrei sorriso di rimando, se solo la condizione dei muscoli facciali l'avesse consentito.
« Già qui? »
« Ho appena acceso. Tra venti minuti possiamo entrare. »

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