Le guardie caricarono Misha su un furgone e lo portarono in quello che a prima vista sembrava un ospedale da campo, ma in cemento armato e recintato. Negli edifici non c'erano finestre e, cosa buffa, su tutti gli edifici, che con tutta evidenza erano edifici governativi, campeggiava la lettera N, che a quel tempo era assolutamente bandita dallo stesso governo! Al lettore potrà sembrare assurdo ma, davvero, come ha brillantemente documentato lo stesso storico Loquacito, a quell'epoca veniva condotta una guerra senza quartiere ad alcune lettere dell'alfabeto, e se qualcuno disegnava da qualche parte la lettera N senza alcun permesso scritto dall'autorità e senza un valido motivo, poteva stare certo di passare guai seri.

Le numerose N attirarono l'attenzione di Misha. "N, N, N" - leggeva. "Sono proprio delle N". Un'anziana signora, che misurava con una pistola laser la temperatura corporea degli ospiti all'ingresso del campo, chiese alle guardie il permesso di consegnare un libro al nuovo arrivato. Queste risero sinceramente divertite ma, controllato che il libro non contenesse niente di sospetto, acconsentirono.
Misha, colpito dalla figura dell'anziana signora, accettò il dono. La copertina, rovinata dall'usura e sbiadita dal tempo, doveva essere stata un tempo dorata. Non c'era scritto niente, ad eccezione del titolo, in nero: Uovo Testamento.
Misha non potè fare a meno di notare che c'era qualcosa di strano nella U. Sembrava che fosse stata allungata in un secondo momento con un pennarello, come se nella versione originale del libro fosse stata una lettera minuscola. Prima della U la copertina era stata parzialmente rimossa con qualche strumento abrasivo e ricolorata. Il lavoro non era stato eseguito perfettamente, ed era possibile notare un piccolo buco nella carta; un brivido percorse la schiena di Misha.
Capì di avere fra le mani il Libro messo all'indice dal vescovo mezzo uomo e mezzo donna di Nur Sultan.
Ma chi era allora quella vecchia?

In ascensore, mentre veniva portato a qualche decina di metri sotto terra, si ricordò dell'amico del padre, che aspettava l'arrivo di lui e di Sofia vicino al confine. Come avvisarlo? Pensò alla propria famiglia, alla famiglia di Sofia. "Che cosa mi aspetta?" - si chiedeva anche.
Fu sollevato nel pensare che Sofia era morta e non poteva succederle più niente. Ma era poi morta? Certezze non ne aveva.

 

Finis gloriae mundi, May 2022

Finis gloriae mundi

Venne infine rinchiuso in una piccola cella, illuminata a giorno da una luce led sul soffitto.
"Qui non dovrai preoccuparti dei danni causati dall'esposizione alla luce del sole." - gli spiegò una giovane guardia. Misha fece un cenno con la testa come per ringraziare di tanta premura.
"Puoi andare in bagno due volte al giorno, una guardia verrà a prelevarti alle 06.30 e alle 18.30. I pasti vengono serviti alle 07.00, alle 13.00 ed alle 19.00. La luce viene spenta alle 22.00 e si accende alle 06.00. Ci sono domande?"
Misha si stava appunto chiedendo cosa gli sarebbe stato richiesto per mantenere quei privilegi appena elencati... E anche in cosa consistessero i pasti, ma non osò chiedere.
"È tutto molto chiaro" - disse, guardando di nuovo il soffitto e poi il lettino, dove andò subito a sdraiarsi mentre la guardia uscendo richiudeva la porta massiccia dietro di sé.

Sfogliò il libro che gli aveva dato la vecchia e lesse ad una certa pagina:

In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Subito richiuse il libro, pensò a Sofia e pianse.

"Mikael" - sussurrò ad un tratto Sofia, accarezzandolo mentre si sedeva sul bordo del lettino.
"Sofia!"
Misha, dapprima esaltato, si ricordò della situazione in cui si trovava e le chiese: "Sono forse morto?"
Sofia sorrideva soltanto.
Non c’era più la stanza, Misha era sdraiato sul prato e guardava il cielo che aveva preso le sembianze del volto di Sofia. Ella sorrideva ancora, bellissima, e taceva. Il cuore di Misha era colmo di gioia e di amore. Improvvisamente una luce intensa.

Dall’altoparlante venne emessa la sentenza: “Sono le 6.00”.
“Nooo!” - Gridò Misha disperato, e provò a richiudere gli occhi ma non trovò più niente.
Nel sogno, il sogno appare reale. Finché si vive, la vita appare reale. Ma cosa in verità è reale?

“Le sei e zero zero” – borbottava Misha. “Impossibile dire che ore siano”.
Si rendeva perfettamente conto di essere in totale balia dei suoi aguzzini e che verosimilmente non avrebbe mai più rivisto la luce del Sole.

Aprì il Libro, con la preghiera di poter almeno terminarne la lettura e, pazientemente, iniziò a leggere.