Darya aveva anche un figlio di quattro anni, Luka, con cui Yakov aveva trascorso qualche mattinata, nei fine settimana, insegnandogli a leggere e a scrivere.

Oltre che come prostituta, Darya si guadagnava da vivere con il contrabbando di libri. Era entrata nel giro grazie ad un suo cliente, ma la sua piccola fortuna la doveva ai giri di Yakov, che quei libri poteva piazzarli.
Ad eccezione del Nuovo Testamento, non c’erano formalmente libri vietati, anche perché all’epoca in pochi erano in grado di leggere e capire periodi complessi. Spesso, comunque, capitava che tramite i canali ufficiali certi libri fossero irreperibili. Anche grandi classici risultavano a volte ‘esauriti’ ed ‘in attesa di ristampa’… solo che il tempo della ‘ristampa’ non arrivava mai (in quei casi scompariva misteriosamente dalla circolazione anche la versione elettronica) ed in ogni caso, molti, fra i lettori, non si fidavano granché dei libri ristampati. Lo stesso Nuovo Testamento era stato vietato più per dispetto e per far uscire allo scoperto, stuzzicandoli, gli ultimi cristiani, che per reale necessità.
Il problema principale di chi sceglieva di acquistare libri di contrabbando era la tracciabilità. Sebbene ufficialmente non esistessero libri ‘sospetti’ tra quelli permessi, la presenza di certi titoli nello storico del proprio account poteva creare grossi problemi. Vi erano, oltre a questa, molte altre leggi, puramente umane, non scritte ed in generale conveniva essere svegli.

Darya, in vestaglia da notte, aprì la porta e rimase stupita di trovarsi di fronte Yakov, che mai si era presentato da lei senza preavviso, con un mazzo di ventuno rose bianche. “Priviet” – gli sorrise, forse persino commossa. Riceveva abitualmente regali di ogni genere, ma i fiori le piacevano molto e sapeva che Yakov non voleva, con ciò, acquisire particolari ‘diritti’.

Non si vedevano da qualche settimana e Yakov la aggiornò a grandi linee sulla situazione, ma senza accennare a Misha.
“Così ho pensato che potrei passare la notte da te, se non disturbo.”
“Come un cavaliere templare, vorresti provare a giacere nel letto con una bella donna, nuda magari, tutta una notte… senza sfiorarla nemmeno?”

Sainte Chapelle, Parigi, Giu. 2022

Sainte Chapelle, Parigi

 

“Io veramente posso dormire sul pavimento” – le sorrise Yakov di rimando. “Luka, invece, dorme già?”
“Sì, vuoi un tè? Aspetta, vado a prepararlo.”
La stanza era complessivamente abbastanza squallida, ma c’era un bel silenzio che Yakov, abituato al brusio di sottofondo del suo appartamento in centro, apprezzava molto. L’aria profumata di incenso e di rose e il fuoco di qualche candela creavano un’atmosfera rilassante e Yakov si sentì subito sollevato.
Darya tornò con il tè ed i due parlarono a lungo del più e del meno. Ad un certo punto Yakov, fisicamente esausto ma con una gran voglia di parlare, chiese se poteva sdraiarsi da qualche parte ma rifiutò categoricamente di condividere il letto con Darya, come da lei gentilmente offerto dal momento che non c’erano divani o altri posti dove Yakov avrebbe potuto mettersi comodo. Finì come le aveva detto in principio: si accomodò in qualche modo sul pavimento, mentre Darya, approfittando di un momento in cui Yakov era rivolto di spalle, si tolse la vestaglia, rimanendo nuda, e si infilò in un baleno nel suo letto mentre le ultime candele stavano ormai per spegnersi.

“Non capisco come tu sia finito in questa situazione.”
“Questo è un universo enigmistico: non sei d’accordo? Quante cose non capiamo, eppure tutto ha un senso: osserva la natura!”. Seguì un lungo silenzio.
“Qualcosa del tipo: O voi ch’avete li ‘ntelletti sani / mirate la dottrina che s’asconde / sotto ‘l velame de li versi strani?” - sussurrò lei, senza aver davvero pensato di pronunciare quelle parole.
“Qualcosa del genere, sì. I “versi strani” sono il mondo circostante come viene raccontato ufficialmente, insensato, una favoletta che non spiega nulla sui motivi per cui noi siamo qui e che è solo vita senza vita; la dottrina segreta invece parla di tutto ciò che non vediamo se non vogliamo vedere e se qualcuno non rimuove il sale dai nostri occhi, eppure c’è e grazie al suo studio e ad una sua disciplinata applicazione, scopriamo chi siamo, da dove veniamo, qual è la nostra missione. Gli intelletti sani, infine, sono quelli di coloro che si occupano di queste cose, le uniche a contare davvero.”
In quel momento si spense l’ultima candela: l’asceta e la prostituta rimasero completamente al buio.

“Sento che stai per rifilarmi qualche lettura!” - si lamentò scherzosamente Darya.
“In realtà volevo riferirti di una proposta.”
“C’è questa donna, Kateryna, o come si fa chiamare, Katanna. Gestisce una scuola di massaggio con elementi tantrici e Tao – niente di simile a qualsiasi cosa con lo stesso nome tu abbia conosciuto -, non lontano da San Pietroburgo. Le ho parlato di te e abbiamo concordato sul fatto che – per quanto ti possa sembrare assurdo – tu NON conosci il sesso.” - disse Yakov, strizzando gli occhi come preparandosi a ricevere uno colpo in testa da un momento all’altro.
Darya scoppiò a ridere.
“Io cosa?!”
“Ti prego di lasciarmi finire, poi penserai e farai ciò che vuoi. Mi sono permesso di prendere l’iniziativa unicamente perchè ti voglio bene e desidero il meglio per te e tuo figlio. Katanna ti invita per tre giornate di corso, ti ha già comprato anche il biglietto aereo per la prossima settimana, devi solo decidere e partire. Quando, terminato il corso, ridendo o piangendo, vorrai ringraziarmi, considera che non ho fatto niente e semmai sono io ad essere in debito con te, per l’ospitalità di questa notte e per un libro che sto per chiederti di recuperarmi. Luka potrà stare con me in quei giorni.”

A quelle parole Darya, che inizialmente si era sentita ferita nell’orgoglio, si calmò. Come un ramoscello bagnato prende fuoco con fatica, facendo molto fumo, così il cuore di Darya non era facile a scaldarsi, eppure allora, per la prima volta da molto tempo, si sentì amata. Suo padre era morto cadendo da un albero quando lei aveva sette anni e da allora era mancata, nella sua vita, una figura di riferimento maschile. L’idea del viaggio, poi, la eccitava.
“...Che libro?”

Parlarono a lungo, il cielo cominciava a schiarirsi e la notte, ormai vinta, pareva chiedere pietà, come quei demoni raffigurati nelle cattedrali gotiche, prima che le ultime venissero distrutte per desiderio del vescovo di Nur Sultan.

“Ce l’hai un sogno nel cassetto?” - chiese Darya.
“Nel cassetto tenevo una pistola. Ad ogni modo oggi non ho più il cassetto…”
Darya rise: “Posso darti una mano a rimettere in ordine casa!”
“Ti ringrazio, vedremo. Riguardo al sogno: sto… mettendo a punto un progetto, forse, in una fase più avanzata, te ne parlerò. E tu?”
“Volare a San Pietroburgo!” - rispose Darya senza pensare. Yakov fissava la luce del primo sole del mattino riflessa sul soffitto e, senza vederla in volto, percepì il suo dolce sorriso.
Darya si dilungò nel raccontare qualcosa finchè, non ricevendo risposta ad una domanda che aveva posto, si accorse che Yakov si era addormentato.

Di nuovo quel sogno: una donna, più bella del Sole, gli sussurava qualcosa all’orecchio senza che lui potesse capirci niente.