"Ne ero al corrente."
"Può darsi. Sapete, è successo un fatto curioso, due giorni dopo: l'ufficiale responsabile per la zona N, un certo D. U. Zylyaev, è stato trovato impiccato a casa sua. Una specie di eutanasia a domicilio, ma gratuita. E che altro? Le ginocchia del cadavere toccavano il pavimento. Non sapevo che avevate un figlio! Che bel bambino, non vi somiglia affatto - come ti chiami?" - chiese infine il vecchio, rivolgendosi a Luka, ma questi si era intimorito e non rispose.
"Si chiama Luka, e non è mio figlio. Riguardo a questo Zylyaev: sento da voi per la prima volta questa notizia. Vi confesso del resto che la cosa mi lascia del tutto indifferente: ci sono almeno due volpi che si aggirano nei paraggi del mio pollaio. Capite bene che ho affari più importanti di cui occuparmi."
"Oh. Capisco, eccome. Come pensate di procedere, ora? Fonderete un monastero in gran segreto, in barba alla convenzione di Nur Sultan, per fare un dispetto al visionario Z.?"
"Potrebbe essere un'idea." - commentò il figlio di Abram, valutando la proposta. "Pensavo più ad una scuola in cui le donne trasformano gli ultimi eroi in esseri immortali... ho già il nome, originale, nel senso proprio del termine: Avallon."
"Potrebbe essere la volta buona che vi mettiate a fare qualcosa di utile. Avete un ego smisurato e fuori controllo!"
"Mi confondete con un altro. Bene, vi auguro di fare una buona passeggiata."
"Andate già? State attento a dove mettete i piedi! Su queste strade è un attimo inciampare e rompersi qualche giuntura."
Yakov nel congedarsi recitò a memoria, ad alta voce, questi versi, dal libro XII dell'Odissea:

Le Sirene sedendo in un bel prato,
Mandano un canto dalle argute labbra,
Che alletta il passeggier: ma non lontano

D'ossa d'umani putrefatti corpi
E di pelli marcite, un monte s'alza.
Tu veloce oltrepassa, e con mollita
Cera dè tuoi così l'orecchio tura,
Che non vi possa penetrar la voce.
Odila tu, se vuoi; sol che diritto
Te della nave all'albero i compagni
Leghino, e i piedi stringanti, e le mani;
Perché il diletto di sentir la voce
Delle Sirene tu non perda. E dove
Pregassi o comandassi à tuoi di sciorti,
Le ritorte raddoppino ed i lacci.

Il vecchio sospirò, infine borbottò qualcosa di incomprensibile.
Quando Yakov e Luka furono ormai lontani dal misterioso orologiaio, Yakov tranquilizzò il bambino raccontandogli che il vecchio era un amico di lunga data, il quale con l'età si era un po' rimbambito e le rare volte che si vedevano scherzavano sempre a questo modo. Luka rimaneva piuttosto perplesso.

 

DARYA

 

Darya, nuda, giaceva prona sul lettino da massaggio, in uno stato di coscienza già fuori dall'ordinario.
Un uomo, servendosi di un piccolo asciugamano imbevuto di acqua calda, le aveva lavato la schiena e le gambe, e si apprestava a sciacquarle i piedi, mentre Katanna le massaggiava la testa.
Era, questo, il pomeriggio del terzo giorno ma per questioni di chiarezza sarà bene riprendere il racconto da dove si era interrotto.

Dopo aver appreso il primo giorno una serie di esercizi sulla respirazione che avrebbero poi messo in pratica quotidianamente e alcune nozioni teoriche, gli studenti cominciarono ad esercitarsi, divisi per coppie, sul rituale.
La scuola era organizzata in maniera tale che durante la giornata c'era una pausa di un'oretta per cucinare e mangiare qualche cosa di leggero. Un tempo si sarebbe affittata una dacia, avendo così modo di poter cucinare e mangiare tutti insieme, anche nel giardino, senza bisogno di coprirsi. Lo scantinato risultava poco pratico anche da questo punto di vista ma, come si dice, questo passava il convento. A turno qualcuno si rivestiva e saliva al sesto piano dell'edificio, dove Katanna aveva in usufrutto un piccolo monolocale, per cucinare a tutto il gruppo. In genere si mangiava poi tutti insieme nel seminterrato. A volte vi era chi digiunava ma generalmente sedeva comunque insieme agli altri.
La mattina si cominciava alle dieci e la sera si finiva quando si finiva, alle sette, alle otto o a mezzanotte. Ci si separava infine per ritrovarsi la mattina dopo, a volte capitava che alcuni studenti si frequentassero anche nell'intermezzo fra le lezioni, specie se non erano nativi del posto. Darya, la prima sera, era stata invitata da Katanna, in qualità non di maestro ma di amica di Yakov, per una passeggiata lungo il fiume. Era il periodo dell'anno in cui a Pietroburgo non tramontava mai del tutto il Sole, e ciò a prescindere dal fatto che il vescovo di Nur Sultan lo volesse o meno.
Certo, il rabbino Z. ce l'aveva messa tutta per abbruttire la città. Il Palazzo d'Inverno, ad esempio, era stato demolito di recente e al suo posto sorgeva un bel cantiere coperto da una pubblicità che reclamizzava l'eutanasia a domicilio. Quante persone erano morte per poter garantire quel diritto! E quante altre ne sarebbero morte usufruendone!
Vi era poi il problema dell'ingresso a piedi nel centro cittadino. Per passeggiare era richiesto un documento speciale, a quei tempi ciò veniva concesso solo ad un numero giornaliero limitato di persone. Ufficialmente la motivazione era quella di contenere la diffusione delle malattie e quindi di salvare delle vite. Il lettore potrebbe pensare che questa motivazione umanitaria, del sopravvivere a tutti i costi, fosse in contrasto con l'eutanasia a domicilio: in realtà in entrambi i casi si trattava di rinunciare a vivere per paura di soffrire.
Katanna e Darya presero la metropolitana e scesero una volta arrivate alla stazione Admiralteskaya.
"La centralità dell'informatica, il collasso della famiglia, le professioni tecniche sempre più astratte, l'inquinamento dell'ambiente, tutto ciò è una manifestazione del dominio, nella nostra società, del fattore maschile e del disprezzo dell'elemento femminile. Allo stesso tempo, le donne che provano ad emanciparsi, non fanno altro che imitare ciò che fanno gli uomini, con ciò stesso riconoscendosi esseri inferiori, invece di riferirsi al proprio POTERE, l'energia femminile, il che non fa altro che peggiorare la situazione. La nostra civiltà è malata, perché le energie maschili e femminili sono in disequilibrio. La tecnica onnipotente, senza riguardo per la vita, è altamente pericolosa. C'è un gran bisogno di diffondere il punto di vista tantrico."
"Yakov afferma che la centralità dell'informatica è precisamente la centralità dell'informe, del senza forma, quindi dell'elemento femminile per eccellenza. La tecnica, non avendo un volto e una volontà - una volontà umana - a dirigerla, è semplicemente POTENZA, ovvero shakti. Del resto - mi ha fatto notare durante le nostre discussioni - non è questo il tempo di Kali? Ad ogni modo concorda con le tue conclusioni, sul fatto che ci sia disequilibrio e l'energia femminile sia male indirizzata o non lo sia per niente. Io, proprio oggi, grazie a te, ho cominciato a capire cosa ciò significhi realmente."
Katanna rise riascoltando le obiezioni di Yakov, pensando alle infinite discussioni che si poteva far nascere dal nulla e sul nulla.

 

VI - The lovers, Giu. 2022

 

"Siamo in fondo d'accordo, è lo stesso problema visto da due prospettive diverse. Mi spiego: in un confronto generico uomo/donna diremmo che l'uomo è l'elemento maschile e la donna l'elemento femminile. Qui i termini che abbiamo scelto creano un po' di confusione. Diciamo meglio: l'uomo è l'elemento attivo e la donna quello passivo. Ma consideriamo il caso di una donna che stia insegnando qualcosa a suo figlio: la stessa donna di prima, nell'atto di insegnare, svolge qui il ruolo attivo.
Così se consideri la situazione attuale concentrandoti sull'aspetto liquido della nostra società, in confronto alla 'terraferma' della forma, che dà sicurezza e stabilità, noterai un problema di strapotere dell'elemento passivo o negativo, mentre se consideri l'aspetto smaterializzante di questo sistema, dove il termine materia è da intendersi in rapporto non a spirito ma a mondo virtuale, dunque una certa leggerezza del fuoco (che, come il mondo virtuale, puoi evocare a comando, a... volontà) in confronto alla pesantezza della terra e del mondo fisico, noti soprattutto un problema di strapotere dell'elemento positivo, nel suo aspetto distruttivo. La pesantezza della terra qui diventa garanzia del limite. I limiti sono necessari. La terra, sotto l'effetto del fuoco, si inaridisce e se non piove la vita si ritrae.
La questione non è l'uno o l'altro, la questione è l'armonia tra i due."
"Affascinante. C'è una sottile distinzione tra spirituale e virtuale, tra il Vangelo di Cristo e quello di Lenin." - fu il commento di Darya.
"Il Diavolo si nasconde nei dettagli." - disse sorridendo Katanna in risposta.
Camminarono per un po' in silenzio, poi si fermarono a guardare il fiume ed il cielo bianco, dalla Kronverskaya nabereznaya, in direzione dell'isola delle Lepri. Darya, ad un certo punto, sistemandosi i capelli che a causa del vento avevano finito col coprirle parte del viso, chiese, quasi sottovoce: "Come vi siete conosciuti tu e Yakov?"
"Oh." - fu tutto ciò che Katanna, colta di sorpresa, riuscì inizialmente a dire. Dovette fare un salto nel tempo e nello spazio, chiuse gli occhi e rivide in un attimo l'esperienza, nitida e fresca quasi l'avesse appena vissuta. Come catapultata in un altro mondo, provò un senso di vertigine e appoggiò la mano alla spalla di Darya per sorreggersi.
"Ci siamo conosciuti in Cina, sul lago Manasarovar, la dimora di Shiva, secondo la leggenda. Eravamo ragazzini, entrambi viaggiavamo con i nostri genitori, fu pochi anni prima della guerra tra la Cina Rossa e la Cina Libera (non ho mai capito bene che differenza ci fosse tra le due), credo fosse l'anno 2018 del vecchio calendario. Sì, sì, era il 2018, io avevo appena compiuto quindici anni. Yakov, credo, anche, dovremmo essere coetanei."
"Lui è del 2003, i conti tornano."
"Sebbene già da ragazzo fosse un po' misogino, passammo stupendamente del tempo insieme... beh lui in verità sembrava più a suo agio con mia sorella che con me.... Non mi importava... la magia del posto, il fatto che per la prima volta cominciavo ad aprirmi ad un ragazzo... oh... non ci fu mai niente di fisico se è questo che ti interessa, eccetto un bacio che diede a me e a mia sorella, sulla guancia, quando ci salutammo. Diceva di essere innamorato di una certa 'donna'... non ho mai capito se sia mai esistita davvero o se fosse solo - allora come oggi - innamorato di sé stesso."
Darya rise, poi domandò: "E tu? Ti eri innamorata?"
"Non credo, no. Direi che ero solo suggestionata da tutto il contesto. Ad ogni modo mantenemmo una fitta corrispondenza e si creò ben presto un rapporto speciale."
"E con tua sorella? È rimasto in contatto?"
Nuovamente Kateryna fu come colpita fisicamente dalla domanda.
"Mia sorella Anna... morì pochi mesi dopo, il ragazzo che l'accompagnava si schiantò con la moto contro un camion. Sembra che andasse ad una velocità tale che forse non fecero in tempo - lui e mia sorella - nemmeno ad accorgersi di quello che stava succedendo." - Dovette interrompere il racconto in quanto la voce le si spezzava in gola.
"Mi dispiace molto... non immaginavo..." - disse Darya, abbracciando Katanna.
"E come potevi..." - le rispose Katanna, sorridendo, con le lacrime agli occhi, al ricordo della sorella e del lago Manasarovar.

 

***

 

Si laudato Mio Signore
per la Morte Corporale

ché da lei nessun che vive
può scappare
E beati saran quelli
nella Tua Volontà
ché Sorella Morte
non gli farà male

[Il Cantico delle Creature, Angelo Branduardi]