La Sacerdotessa come rappresentata da Arthur Edward Waite, Lug. 2022

La Sacerdotessa come rappresentata da Arthur Edward Waite

 

Qui M. A. si risvegliò per un attimo dall'incanto, pensando che avrebbe usato ben altro epiteto che 'Figli della Vedova', ma non voleva offendere nè Yakov, che riteneva essere un affiliato, nè Luka, che per ragioni che nulla avevano a che fare con l'argomento di cui si discuteva, si ritrovava anch'egli ad essere figlio di una... vedova.
"In Ma-son-ry, il Figlio è contenuto tra le sillabe Ma-ry. Ad ogni modo considerate anche, se intendete avventurarvi, che l'oggetto delle vostre ricerche cadde dalla fronte di Lucifero dopo la ribellione (così, si narra, Iside venne in possesso della Scienza) e fu perso da Adamo dopo il peccato originale, che la dama si trova dentro una pietra e che Amore uccide chi non è degno.
La Via... Lattea, a proposito, ci avevate promesso che avremmo osservato le stelle!"
"E invece le avete mostrate voi a me." - fu il breve commento di M. A., che prima di rispondere riflettè per qualche secondo.
"Ci tengo ad insistere: è necessaria una completa purificazione. I Rosacroce, come sapete (ne abbiamo accennato altre volte), hanno - questo è quello che si racconta - la missione di operare, prima che giunga la fine del mondo, un ristabilimento nel segno del loro Imperatore."
"Reclutano?" - chiese M. A.
Yakov si limitò ad alzare le spalle, non sapendo cosa rispondere.

 

DARYA

 

L'amore dura raramente quando viene divulgato [Andreas Capellanus]

 

"Darya, ho notato due cose. Quando hai fatto le tigri" - così Katanna chiamava il 'graffiare' appena percettibile che partendo dalla testa arrivava fino ai piedi - "hai staccato il contatto fisico a terra per riprenderlo dalla testa: risali invece lungo i canali esterni, per i fianchi, in modo da creare due specie di ellissi in cui l'energia può fluire. Ricorda: muovendoti verso il secondo centro ecciti, allontanandoti rilassi, trasporta l'energia per i canali interni e 'scaricala' per quelli esterni. Non mi sembra di averti visto aprire le ali."
Anche 'aprire le ali' era un termine gergale di Katanna per indicare un movimento circolare fatto con le mani grosso modo intorno ai muscoli infraspinati, sfiorandoli appena, in senso orario, protratto per qualche secondo, in genere sette, il quale aveva apparentemente la funzione di attivare alcuni centri secondari.
"Hai ragione, me ne sono dimenticata."
"Ah un'altra cosa, magari mi sono persa il momento, prima di baciare i piedi hai baciato la terra?"
"No, mi sono dimenticata anche di questo." - disse Darya sorridendo.
"Appoggia le mani sui piedi e bacia prima la terra, poi i piedi. Per il resto molto bene. I capelli li hai tirati di tua iniziativa." - le fece notare Katanna facendole l'occhiolino. Poi la tranquillizzò rivolgendosi verso tutto il gruppo: "Va benissimo, anzi, potete prendere esempio se lo ritenete opportuno. Siate decisi ma delicati."
Il gruppo si sedette in cerchio sul pavimento, a turno ognuno disse qualche parola sul suo stato d'animo. Poi Katanna fece pescare a ciascuno una carta da un mazzo, commentandola.
Infine disse: "Ora faremo ancora un po' di teoria. L'uomo da sempre prova ripugnanza e paura nei confronti della superiorità sessuale della donna. Il Tantra insegna all'uomo, invece di governare la donna servendosi di un vantaggio fisico, di imparare da lei. Ciò che la donna raggiunge grazie alla sua natura, egli può raggiungerlo con l'esercizio. Deve solo imparare a deliziarsi della costruzione dell'energia sessuale, ritardarne il rilascio, abbandonarsi a lei, affinché questa possa portarlo in uno stato di coscienza superiore.
Non ditemi, per favore, che non avete tempo, secondo le statistiche del Partito un elettore medio trascorre otto ore al giorno davanti al televisore o nel metaverso! Voi magari ne trascorrete tre. Eccovi almeno tre ore libere da dedicare alla preparazione."
Ci fu un certo bisbiglio. Qualcuno insinuò che le statistiche del Partito fossero false. Vero, ma irrilevante nel contesto. Qui è opportuna una breve parentesi sul concetto di elettore.
In quel tempo la democrazia - spiega il Loquacito nel suo 'Storia di un delirio: il XXI secolo' - aveva raggiunto il suo apice, grazie a Dio mai più eguagliato dopo; le votazioni, persino giornaliere, erano un obbligo di qualsiasi persona e il mancato voto, se non giustificato dal medico, era un'altra - l'ennesima - causa di problemi legali. Si votava su qualsiasi cosa, naturalmente in maniera digitale, e meno si conosceva un argomento, più si veniva incentivati a dire la propria. Potevano votare non solo le donne ma anche i bambini, dai sette anni in su, e gli stranieri, mentre non potevano votare (o meglio erano liberati da questo supplizio) gli anziani sopra i cinquant'anni (a quell'epoca si veniva considerati anziani a quell'età, in quanto difficilmente si raggiungeva la soglia dei sessanta, e del resto quasi nessuno ci teneva in particolar modo ad arrivarci). Cosa buffa, in caso di problemi, la colpa veniva scaricata sempre proprio su coloro che non avevano alcuna voce in capitolo, aizzando ulteriormente il conflitto fra le generazioni (quello tra i sessi essendo quasi scomparso per via del fatto che erano praticamente scomparse le distinzioni tra i sessi).
Comunque si votasse, era il Partito a vincere. L'importante, infatti, per gli elettori, non era vincere, ma partecipare. Esisteva, in realtà, un oppositore, ma - così scrisse M. A. nel suo diario - si trattava di 'oppofinzione', in quanto il rabbino Z. controllava, secondo lui, sia Lenin che l'oppositore come delle marionette. Yakov si era persino spinto a suggerire che, come Lenin, nemmeno l'oppositore esistesse veramente. Nessuno infatti poteva dire di averlo visto, eccetto che in video. L'oppositore non aveva neanche un nome, o ne assumeva svariati a seconda delle circostanze. Di lui si sapeva per certo solamente che era cattivo, razzista, retrogrado e... immortale.

 

Annulus Platonis, Anton Joseph Kirchweger, Lug. 2022

Annulus Platonis, Anton Joseph Kirchweger

 

"Lasciate perdere l'ambizione, le aspettative di successo e la paura dell'insuccesso, il sesso è meditazione, consapevolezza del corpo. Se potete rimanere massimamente presenti a voi stessi durante l'atto sessuale - questo significa cavalcare la tigre o, se preferite, camminare sulle acque - potrete farlo in qualsiasi altra situazione.
Ognuno di noi ha un angolo nella sua anima dedicato al comportamento sessuale, avvolto in un rigoroso segreto, qualcosa di cui vi vergognereste molto se qualcuno vi 'beccasse' all'opera. Siamo stati così programmati, perciò creiamo un alter ego, un po' diverso da noi, che vive appieno la vita sessuale. Evocare questo Io alienato alla propria coscienza è un enorme passo in avanti nel nostro cammino spirituale.
Gli amanti tantrici si trattano l'un l'altro con la massima vener-azione. Non hanno la testa zeppa di problemi mondani e non si preoccupano del loro ego.
Non devono dimostrare nulla, corrispondere nessuna aspettativa. Sono l'Incarnazione dell'Idea Universale del Maschile e del Femminile. Solo perdendo la vostra identità in questa unione troverete il vostro posto dove non esiste più maschile o femminile, ma solo pura energia.
Questo corso NON serve per avere orgasmi migliori o più lunghi, ci sono una marea di libri che potete (o potevate?) leggere a riguardo, se questo è il tema che vi interessa." - dopo che ebbe così parlato, la donna tacque e ci fu silenzio.
"Ah! Scusate, mi sono accorta ora che non vi ho insegnato un pezzo del rituale... ecco cosa non mi tornava. Darya, alzati, vieni qui!" - disse infine Katanna, alzandosi lei stessa.
Le due donne erano in piedi una di fronte all'altra, a pochissima distanza, tanto che i seni quasi si toccavano.
"Prima di prendervi per mano, fate questa doccia d'oro." - spiegò Katanna, appoggiando le mani poco sopra la testa di Darya e cominciando a scendere lungo le braccia e poi lungo le gambe, esteriormente. Katanna toccava appena la pelle di Darya. Ad un certo punto, quando le mani di Katanna si trovavano più o meno all'altezza delle spalle di Darya, i due seni si sfiorarono e Darya, scossa da un brivido, emise un gemito voluttuoso, accentuandolo di proposito. Le due donne risero. Un uomo, seduto fra il gruppo, provò un senso di disagio.

 

Chi vede, altro non vede che questo: la luce, le tenebre. Anna Caterina Emmerich vedeva la luce e le tenebre come realtà positive, forme viventi, vedeva ogni realtà visibile sotto specie di luce e tenebra e loro emanazioni. Se si costruiva una casa su ossa maledette, Anna Caterina lo vedeva e sentiva. La Russia era vista come un mare di tenebre. Quando luce e tenebre non sono viste che come metafore, perde luce il pensiero. [Guido Ceronetti]