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Giovedì, 6 Gennaio, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE

La Madre del Mondo, Jan 2022

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/ilfuocodellavergine.pdf

La Madre del Mondo, Jan 2022

La Madre del Mondo

“...poiché in questa rosa erano contenuti Cielo e Terra in poco spazio” [Inno natalizio inglese del secolo XV, anonimo, riferito alla Vergine Maria]

“Un giorno mi dicesti che nei miei occhi avevi visto l’abisso, tutta la storia passata e futura del mondo, ricordi?” - chiese Sofia, guardando fuori dal finestrino del treno. “Sono forse la stessa cosa, l’abisso e la storia del mondo?” - aggiunse voltandosi e sistemando i bei capelli.
Quell’attimo era situato in un frammento di eternità a cui Misha accedeva agilmente con la sua memoria, e questa ogni volta gli restituiva la stessa vivida immagine, niente affatto sbiadita dal tempo, nitida e luminosa come se si trattasse del momento presente. Senza esitare, rispose: “Non saprei dire con precisione cosa sia l’abisso e in che relazione stia con la storia del mondo. Ma allora, per descrivere quello che vedevo, mi uscirono di bocca queste parole. Io… fu come se in un istante mi passassero davanti tutti gli effetti di tutte le cause secondarie che a loro volta derivavano da un’unica causa originaria… gli effetti generandosi ne chiamavano altri meccanicamente e io vidi allora l’effetto di tutti gli effetti, la Fine, per così dire, e l’Inizio. E li vidi ‘contemporaneamente’ se posso esprimermi in questa maniera imprecisa; non c’era il Tempo, infatti, in quella dimensione.
Ho detto che gli effetti ne generavano altri meccanicamente ma ciò non rappresentava, nella visione, un destino ineluttabile. Era sempre possibile che la volontà intervenisse, sciogliesse le cause, risalendo fino alla fonte, facendo dissolvere così gli effetti. In questo modo vidi non solo Passato e Futuro, ma ogni Passato e ogni Futuro possibile.”
Quelle belle parole scaldavano il cuore di Sofia e anzi si poteva dire che proprio immaginadosele prima di poterle ascoltare avesse formulato la domanda al suo amante.
Lei era stata, in fondo, la causa scatenante di quello stato dell’essere; così diceva a sé stessa. E anche Misha, che non raccontava nient’altro che la verità, provava un enorme piacere sapendo che per Sofia le parole che pronunciava erano motivo di gioia.
Così Misha, conoscendo, amava ed a quel modo Sofia, svelandosi, era amata.

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Giovedì, 29 Aprile, 2021

LO SBOCCIARE DEL FIORE D’ORO

Pubblicato originariamente all'indirizzo http://alcesteilblog.blogspot.com/2021/04/lo-sbocciare-del-fiore-doro-racconto.html, domenica 11 aprile 2021

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/losbocciaredelfioredoro.pdf

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

“Usciamo a guardare le stelle” – disse Vera, alzandosi dal pavimento e lasciando cadere il rettangolo di stoffa di cotone che solo copriva le sue nudità. Si era stancata di parlare o forse non c’era nient’altro che si potesse o valesse la pena dire.
Per un istante mi ritrovai faccia a faccia con il suo sesso e mentre si allontanava ebbi l’impressione che il suo profumo mi avvolgesse. Seduto, come stordito, respiravo a pieni polmoni, in uno stato di assoluta beatitudine. Fu solo dopo quelli che mi parsero un paio di minuti che, ripresomi, mi alzai e, anche io nudo, la raggiunsi.
Il cielo di Fernando de Noronha, quella sera, era il più bel cielo che avessi mai visto. Mi immaginavo l’oceano sommergere l’isola ed io ad annegare, tranquillo, con l’immagine di quel cielo stampata in testa per l’eternità.
Non avevo mai visto Vera nuda prima di quel momento e ora tanta improvvisa disinvoltura mi aveva colto completamente alla sprovvista.
Passeggiammo a lungo, in silenzio, sulla battigia, poi ad un tratto ella mi disse qualcosa a proposito del comunicare con gli spiriti. “Parlerò solo con Dio” – le risposi scherzando, mentre incantato ammiravo la perfezione delle sue curve, su cui ancora, fino a poco prima, non avevo osato posare lo sguardo, mentre un brivido, chissà perché, mi attraversava in quel momento da parte a parte. Un brivido di terrore.
“Dio non parla, Dio è solo Amore. Se parlasse si avrebbe un dialogo, cioè uno scambio, un dare e avere, ma Dio è come il Sole. Per la luce e il calore che dà non chiede nulla in cambio.”
Teneva, mentre sussurrava queste parole con un filo di voce, gli occhi fissi nei miei, così io ad un certo punto non seppi più dove finisse lei e cominciassi io, nonostante alcuni invalicabili centimetri separassero i nostri corpi mortali. Seguì una lunga pausa.

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