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Giovedì, 30 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE OTTAVA

Mother_of_the_World.jpg, Giu. 2022

Per leggere i capitoli precedenti, clicca qui: http://nachtigall.pl/index.php?q=il+fuoco+della+vergine

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/ilfuocodellavergineparteottava.pdf

Mother_of_the_World.jpg, Giu. 2022

La Madre del Mondo, Nicholas Roerich

 

When women become difficult of control, heartless and quarrelsome, and calumniators of their husbands, then know that the Kali Age has become strong. When men become subject to women and slaves of lust, oppressors of their friends and Gurus, then know that the Kali Age has become strong. When the fertility of the earth has gone and yields a poor harvest, when the clouds yield scanty rain, and trees give meagre fruit, then know that the Kali Age has become strong. When brothers, kinsmen, and companions, prompted by the desire for some trifle, will strike one another, then know that the Kali Age has become strong. When the open partaking of flesh and liquor will pass without condemnation and punishment, when secret drinking will prevail, then know that the Kali Age has become strong.

[Mahanirvana Tantra]

 

"Ancora voi, Yakov Abramovich! Come è piccola l'oblast di Dnepropetrovsk!"
I genitori di Yakov vivevano in un paesino non troppo distante da Dnepropetrovsk, in direzione est. Yakov e Luka erano usciti a fare una passeggiata e si erano trovati di fronte il misterioso orologiaio a cui si era rivolto Yakov nel tentativo di trovare un modo per ripagare il suo debito con Sasha, il cosacco amico del padre di Misha.
Yakov, nel riconoscerlo, sbiancò in viso. Per quanto ne sapeva, non si allontanava mai più di cento metri dal suo negozio in città.
"Yakov, il soppiantatore! Colui che lotta contro l'angelo e gli impone di benedirlo! Non ti chiamerai più Yakov, ma Israel, perché hai lottato contro Elohim e contro gli uomini, ed hai vinto! Ah-ah!"
"È una partita ancora lunga, perciò al momento potete continuare a chiamarmi Yakov... Cosa ci fate da queste parti?"
"La partita è lunga e vi confesso di aver l'impressione che non la stiate nemmeno vincendo. Cosa ci faccio qui? Facevo due passi, proprio come voi. Il vostro Misha è morto."

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Venerdì, 17 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE SESTA

Granduchessa Olga Nikolaevna Romanova di Russia, 1910, Giu. 2022

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Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/ilfuocodellaverginepartesesta.pdf

Granduchessa Olga Nikolaevna Romanova di Russia, 1910, Giu. 2022

Granduchessa Olga Nikolaevna Romanova di Russia, 1910

 

Papà chiede a tutti [...] che non cerchino di vendicarlo [...] poiché il male che adesso domina nel mondo diventerà ancora più grande. Il male, infatti, non può sconfiggere il male, ma solo l'amore può farlo. [Santa Olga Nikolaevna Romanova]

 

M. A. S. apparteneva ad un’antica famiglia della nobiltà russa, sopravvissuta in maniera rocambolesca ad entrambe le rivoluzioni bolsceviche, la quale affermava di discendere nientemeno che dalla dinastia varega dei Rjurikidi ed ebbe inizio nell’anno 862 dell’Era Cristiana con il leggendario principe di Velikij Novgorod: Rjurik. Invito il lettore a prendere questa informazione con beneficio di inventario, in quanto personalmente non sono stato in grado di verificarla.
Di certo era persona enormemente influente, anche se dopo la messa in scena della resurrezione di Vladimir Ilich Ulyanov, più conosciuto con lo pseudonimo di Lenin, aveva dovuto tenere un basso profilo.
La ‘resurrezione’ di Lenin, che dal suo mausoleo sulla Piazza Rossa, a Mosca, sarebbe uscito, alzandosi dalla sua tomba, ad un comando del vescovo di Nur Sultan, fu in realtà una sceneggiata organizzata dal rabbino Z., il quale disponeva allora di tecnologie abbastanza avanzate e sufficientemente sconosciute al grande pubblico per potersi lanciare in un’impresa del genere, con la complicità di tutti i mezzi di informazione e delle principali personalità politiche e del mondo dello spettacolo, che poi erano spesso la stessa cosa.

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Martedì, 14 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE QUINTA

Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo, Giu. 2022

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Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo, Giu. 2022

 

Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo

 

...Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi / e nuove astronavi per viaggi interstellari… [Franco Battiato & Alice, Eurovision 1984]

 

“Yakov!” – Una voce né maschile né femminile lo svegliò, chiamandolo per nome. Yakov si guardò intorno ma, oltre a Darya, che dormiva, non c’era nessuno. Non era la prima volta che veniva svegliato a quel modo.
I lunghi capelli neri coprivano parzialmente il volto di Darya, girata su un fianco, per sparpagliarsi infine sul cuscino. Nel sonno si era leggermente scoperta, lasciando in bella vista la sua bianchissima schiena.

“Per fortuna, niente tatuaggi.” – pensò Yakov fra sé. Confidava nel fatto che Katanna le avrebbe fatto capire la necessità di tagliare dalla sua vita alcune cose che la tiravano verso il basso, imprigionandola. Riconosceva, da sempre del resto, che c’era del potenziale inespresso nella giovane donna. Non era completamente succube dell’Incantesimo, eppure non si situava nemmeno tra coloro che Yakov definiva ‘i vivi’, di cui, poi, esisteva tutta una gerarchia. La abbracciò, ma solo col pensiero, si fece un segno, e se ne andò, cercando di non far rumore. Non era passata più di un’ora e mezza da quando si era addormentato.
All’ingresso incontrò Luka, per niente stupito di vedere un uomo uscire dalla camera di Darya quanto piuttosto perplesso dal fatto che quest’uomo fosse Yakov.
“Luka!” – gli sorrise quest’ultimo. “Che piacere vederti!”.
Si sentì in dovere di fornire alcune spiegazioni, così raccontò brevemente cosa gli era accaduto e i dubbi di Luka si dissolsero.
“Penso che ci vedremo presto, ho inventato un nuovo gioco, ora però devo scappare. Tua madre dorme. Dille, per favore, quando si sveglia, che sono dovuto uscire perché ho un appuntamento.”

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Sabato, 4 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE TERZA

Signs of Christ, Nicholas Roerich, Giu. 2022

Per leggere i capitoli precedenti, clicca qui sotto.

Parte prima: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/01/06/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE

Parte seconda: http://nachtigall.pl/index.php?post/2022/05/22/IL-FUOCO-DELLA-VERGINE%2C-PARTE-SECONDA

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/ilfuocodellavergineparteterza.pdf

Signs of Christ, Nicholas Roerich, Giu. 2022


Signs of Christ, Nicholas Roerich
 

Vi era, a quel tempo, nell'amministrazione della nuova Dnepropetrovsk, un ebreo di nome Yakov Abramovich Levaev. Di cosa precisamente si occupasse, e chi l'avesse messo lì, nessuno avrebbe potuto dirlo, ma tutti erano concordi nell'affermare che era una persona estremamente influente; molti gli dovevano soldi o favori, e altrettanti non avrebbero esitato, potendo, a chiedergli aiuto in caso di necessità.
Uomo sulla quarantina, Yakov era di bell'aspetto, alto e dallo sguardo fiero; molto riservato riguardo la sua vita privata, sembrava non avesse mai subito - dalle informazioni in mio possesso - l'attrazione, che spesso risulta vertiginosa e a volte fatale, verso i piaceri terreni.
Un mattino, di buon'ora, con l'andatura e il distacco dell'asceta che cammina in un mondo di rovine, si aggirava tranquillo per i corridoi dell'edificio governativo quando vide qualcosa che lo pietrificò.

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Sabato, 8 Maggio, 2021

CRISTO È RISORTO!

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/cristoerisorto.pdf

Russian Easter, Nicholas Roerich

Russian Easter, Nicholas Roerich

"Khristos voskres!" - Urlava il batjuska Nikolaj, e la folla, riunita clandestinamente nella chiesa di Caterina e nel cortile a festeggiare la Pasqua in quella stellata e fredda notte primaverile, rispondeva a gran voce: "Voistinu voskres!".
"Cristo è risorto!" - urlava nuovamente, e ancora la gente ripeteva: "È veramente risorto!".
"Cristo è risorto!" - disse per la terza volta e per la terza volta, in risposta, grida vibranti e gioiose tagliavano l'aria, come spade: "È veramente risorto!". Ed era appunto una spada, mi sembrava di ricordare, che Cristo era venuto a portare: aria.
E veramente l'atmosfera era carica di gioia. Mi immaginavo le parole espandersi come vibrazioni nell'infinito e per l'eternità, in un modo analogo alle onde del mare, quando notai per la prima volta una rappresentazione di Gesù, dove la posizione delle braccia stilizzava, con le spalle, una saetta. Il braccio destro alzato, la mano sembrava rubare qualcosa dal cielo, quello sinistro abbassato, l'indice della mano indicante la direzione: terra. Ma cosa significasse, quale arcano si celasse dietro quell'imago, non riuscivo ad afferrarlo pienamente.

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Giovedì, 29 Aprile, 2021

LO SBOCCIARE DEL FIORE D’ORO

Pubblicato originariamente all'indirizzo http://alcesteilblog.blogspot.com/2021/04/lo-sbocciare-del-fiore-doro-racconto.html, domenica 11 aprile 2021

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/losbocciaredelfioredoro.pdf

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

“Usciamo a guardare le stelle” – disse Vera, alzandosi dal pavimento e lasciando cadere il rettangolo di stoffa di cotone che solo copriva le sue nudità. Si era stancata di parlare o forse non c’era nient’altro che si potesse o valesse la pena dire.
Per un istante mi ritrovai faccia a faccia con il suo sesso e mentre si allontanava ebbi l’impressione che il suo profumo mi avvolgesse. Seduto, come stordito, respiravo a pieni polmoni, in uno stato di assoluta beatitudine. Fu solo dopo quelli che mi parsero un paio di minuti che, ripresomi, mi alzai e, anche io nudo, la raggiunsi.
Il cielo di Fernando de Noronha, quella sera, era il più bel cielo che avessi mai visto. Mi immaginavo l’oceano sommergere l’isola ed io ad annegare, tranquillo, con l’immagine di quel cielo stampata in testa per l’eternità.
Non avevo mai visto Vera nuda prima di quel momento e ora tanta improvvisa disinvoltura mi aveva colto completamente alla sprovvista.
Passeggiammo a lungo, in silenzio, sulla battigia, poi ad un tratto ella mi disse qualcosa a proposito del comunicare con gli spiriti. “Parlerò solo con Dio” – le risposi scherzando, mentre incantato ammiravo la perfezione delle sue curve, su cui ancora, fino a poco prima, non avevo osato posare lo sguardo, mentre un brivido, chissà perché, mi attraversava in quel momento da parte a parte. Un brivido di terrore.
“Dio non parla, Dio è solo Amore. Se parlasse si avrebbe un dialogo, cioè uno scambio, un dare e avere, ma Dio è come il Sole. Per la luce e il calore che dà non chiede nulla in cambio.”
Teneva, mentre sussurrava queste parole con un filo di voce, gli occhi fissi nei miei, così io ad un certo punto non seppi più dove finisse lei e cominciassi io, nonostante alcuni invalicabili centimetri separassero i nostri corpi mortali. Seguì una lunga pausa.

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Mercoledì, 28 Aprile, 2021

LA CITTÀ DALLE NOVE PORTE

Pubblicato originariamente all'indirizzo http://alcesteilblog.blogspot.com/2020/06/la-citta-dalle-nove-porte-nachtigall.html, lunedì 1 giugno 2020

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/lacittadallenoveporte.pdf

Krishna (Spring in Kulu), Nicholas Roerich

Krishna (Spring in Kulu), Nicholas Roerich

 

BAIKAL


“Il mozzicone di candela, che si spegneva a poco a poco nel candeliere contorto, illuminava debolmente quella misera stanza, nella quale l'assassino e la prostituta, per una strana combinazione, s'erano uniti nella lettura del libro eterno.” [F. M. Dostojevskij]


Ovunque si volga lo sguardo è deserto di ghiaccio e neve, lo stesso sole, pure bellissimo in cielo, pare da giorni sorgere di controvoglia, con una comprensibile fretta di dileguarsi dietro l'orizzonte.
L'elettricità, sull'isola dove mi trovo, non è comparsa che con il nuovo millennio, suggello di fuoco a conclusione definitiva di un'epoca.
Nei pochi villaggi, gli alberghi costruiti dai cinesi risaltano come note stonate in una composizione altrimenti divina.
In questa terra di confine ancora regnano forze primordiali oscure e l'uomo si inchina alla di loro superiorità. Ma il limite che questa terra segna è nel tempo più che nello spazio: da una parte vi è il passato, dall'altra, oltre, l'oblio. Intorno a me è la stessa pace che si deve provare in fondo all'oceano.
Una folata di vento gelido mi scuote dai miei pensieri: presto farà notte. Ne va una buona oretta per tornare al villaggio. Mi metto in cammino, di ottimo umore.
Vedendomi arrivare, L. esce dalla banja e mi si fa incontro. Un brivido mi percorre la schiena, d'eccitazione e di freddo.
« Priviet. »
Slacciandomi il colbacco e abbassandomi la sciarpa, avrei sorriso di rimando, se solo la condizione dei muscoli facciali l'avesse consentito.
« Già qui? »
« Ho appena acceso. Tra venti minuti possiamo entrare. »

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