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Martedì, 14 Giugno, 2022

IL FUOCO DELLA VERGINE, PARTE QUINTA

Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo, Giu. 2022

Per leggere i capitoli precedenti, clicca qui: http://nachtigall.pl/index.php?q=il+fuoco+della+vergine

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/ilfuocodellaverginepartequinta.pdf

 

Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo, Giu. 2022

 

Cattedrale della Resurrezione di Cristo, San Pietroburgo

 

...Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi / e nuove astronavi per viaggi interstellari… [Franco Battiato & Alice, Eurovision 1984]

 

“Yakov!” – Una voce né maschile né femminile lo svegliò, chiamandolo per nome. Yakov si guardò intorno ma, oltre a Darya, che dormiva, non c’era nessuno. Non era la prima volta che veniva svegliato a quel modo.
I lunghi capelli neri coprivano parzialmente il volto di Darya, girata su un fianco, per sparpagliarsi infine sul cuscino. Nel sonno si era leggermente scoperta, lasciando in bella vista la sua bianchissima schiena.

“Per fortuna, niente tatuaggi.” – pensò Yakov fra sé. Confidava nel fatto che Katanna le avrebbe fatto capire la necessità di tagliare dalla sua vita alcune cose che la tiravano verso il basso, imprigionandola. Riconosceva, da sempre del resto, che c’era del potenziale inespresso nella giovane donna. Non era completamente succube dell’Incantesimo, eppure non si situava nemmeno tra coloro che Yakov definiva ‘i vivi’, di cui, poi, esisteva tutta una gerarchia. La abbracciò, ma solo col pensiero, si fece un segno, e se ne andò, cercando di non far rumore. Non era passata più di un’ora e mezza da quando si era addormentato.
All’ingresso incontrò Luka, per niente stupito di vedere un uomo uscire dalla camera di Darya quanto piuttosto perplesso dal fatto che quest’uomo fosse Yakov.
“Luka!” – gli sorrise quest’ultimo. “Che piacere vederti!”.
Si sentì in dovere di fornire alcune spiegazioni, così raccontò brevemente cosa gli era accaduto e i dubbi di Luka si dissolsero.
“Penso che ci vedremo presto, ho inventato un nuovo gioco, ora però devo scappare. Tua madre dorme. Dille, per favore, quando si sveglia, che sono dovuto uscire perché ho un appuntamento.”

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Martedì, 6 Luglio, 2021

STOLA DEI

Argument over a Card Game, Jan Steen, Jul 2021

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/stoladei.pdf

Argument over a Card Game, Jan Steen, Jul 2021


Argument over a Card Game, Jan Steen

Dopo aver screditato la virtù, questo secolo è riuscito a screditare anche i vizi. [N. G. Dávila]

Nel sogno il fiume scorreva senza avere apparentemente una fonte e senza sfociare mai in nulla, l’acqua era torbida, uomini e donne trascinati dalla corrente si abbandonavano alle passioni e ai vizi e questa sembrava l’unica “attività”, per così dire, nel fiume e oltre al fiume nel sogno non c’era nient’altro. Io mi trovavo lì come di passaggio, anche se non potrei dire di passaggio verso dove, visto che un altro posto dove andare apparentemente non c’era.
Improvvisamente mi svegliai, resomi conto di star sognando, o meglio credetti di farlo, giacché invece saltai da un sogno ad un altro.

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Sabato, 8 Maggio, 2021

CRISTO È RISORTO!

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/cristoerisorto.pdf

Russian Easter, Nicholas Roerich

Russian Easter, Nicholas Roerich

"Khristos voskres!" - Urlava il batjuska Nikolaj, e la folla, riunita clandestinamente nella chiesa di Caterina e nel cortile a festeggiare la Pasqua in quella stellata e fredda notte primaverile, rispondeva a gran voce: "Voistinu voskres!".
"Cristo è risorto!" - urlava nuovamente, e ancora la gente ripeteva: "È veramente risorto!".
"Cristo è risorto!" - disse per la terza volta e per la terza volta, in risposta, grida vibranti e gioiose tagliavano l'aria, come spade: "È veramente risorto!". Ed era appunto una spada, mi sembrava di ricordare, che Cristo era venuto a portare: aria.
E veramente l'atmosfera era carica di gioia. Mi immaginavo le parole espandersi come vibrazioni nell'infinito e per l'eternità, in un modo analogo alle onde del mare, quando notai per la prima volta una rappresentazione di Gesù, dove la posizione delle braccia stilizzava, con le spalle, una saetta. Il braccio destro alzato, la mano sembrava rubare qualcosa dal cielo, quello sinistro abbassato, l'indice della mano indicante la direzione: terra. Ma cosa significasse, quale arcano si celasse dietro quell'imago, non riuscivo ad afferrarlo pienamente.

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Giovedì, 29 Aprile, 2021

LO SBOCCIARE DEL FIORE D’ORO

Pubblicato originariamente all'indirizzo http://alcesteilblog.blogspot.com/2021/04/lo-sbocciare-del-fiore-doro-racconto.html, domenica 11 aprile 2021

Il racconto in formato pdf può essere scaricato all'indirizzo http://nachtigall.pl/racconti/losbocciaredelfioredoro.pdf

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

Glory to the hero, Nicholas Roerich

 

“Usciamo a guardare le stelle” – disse Vera, alzandosi dal pavimento e lasciando cadere il rettangolo di stoffa di cotone che solo copriva le sue nudità. Si era stancata di parlare o forse non c’era nient’altro che si potesse o valesse la pena dire.
Per un istante mi ritrovai faccia a faccia con il suo sesso e mentre si allontanava ebbi l’impressione che il suo profumo mi avvolgesse. Seduto, come stordito, respiravo a pieni polmoni, in uno stato di assoluta beatitudine. Fu solo dopo quelli che mi parsero un paio di minuti che, ripresomi, mi alzai e, anche io nudo, la raggiunsi.
Il cielo di Fernando de Noronha, quella sera, era il più bel cielo che avessi mai visto. Mi immaginavo l’oceano sommergere l’isola ed io ad annegare, tranquillo, con l’immagine di quel cielo stampata in testa per l’eternità.
Non avevo mai visto Vera nuda prima di quel momento e ora tanta improvvisa disinvoltura mi aveva colto completamente alla sprovvista.
Passeggiammo a lungo, in silenzio, sulla battigia, poi ad un tratto ella mi disse qualcosa a proposito del comunicare con gli spiriti. “Parlerò solo con Dio” – le risposi scherzando, mentre incantato ammiravo la perfezione delle sue curve, su cui ancora, fino a poco prima, non avevo osato posare lo sguardo, mentre un brivido, chissà perché, mi attraversava in quel momento da parte a parte. Un brivido di terrore.
“Dio non parla, Dio è solo Amore. Se parlasse si avrebbe un dialogo, cioè uno scambio, un dare e avere, ma Dio è come il Sole. Per la luce e il calore che dà non chiede nulla in cambio.”
Teneva, mentre sussurrava queste parole con un filo di voce, gli occhi fissi nei miei, così io ad un certo punto non seppi più dove finisse lei e cominciassi io, nonostante alcuni invalicabili centimetri separassero i nostri corpi mortali. Seguì una lunga pausa.

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